lunedì 27 agosto 2012

Fichi caramellati

Mi sono sempre piaciuti tantissimo i fichi, ma tanto tanto...pure troppo!
Purtroppo davanti ai fichi perdo ogni controllo, non riesco proprio a trattenermi, finché ce ne sono ne mangio  anche a rischio di atroci mal di pancia.
Da sposina avevo davanti al terrazzo di cucina un bel frutteto, ci separava un muretto e a volte, lo confesso, mi arrampicavo e saltavo di là perché c'era un fico che era una meraviglia!
Anche ladra di fichi!! Ma non li raccoglieva nessuno, era un vero peccato vederli marcire sulla pianta.
L'ho fatto anche con il pancione, memore del detto che le voglie di una donna incinta vanno soddisfatte altrimenti resta il segno al nascituro.
L'andata è stata facile, il muretto era più basso dalla mia parte, ma il ritorno...accidenti non riuscivo più ad arrampicarmi fino in cima e saltare agevolmente.
Forse avevo anche mangiato troppi fichi...
Ero lì nel prato davanti al muro che pensavo al da farsi.
- Chiamo qualcuno- pensavo - ehhhhhh no... poi scoprono che rubo fichi. 
- Aspetto che torni a casa Roby... ma arriva tardi per cena...
- Ma daiiiiiiii, vuoi non farcela?! - mi dico.
Prendo la rincorsa, mi arrampico in velocità e atterro in cima al muretto con ...la panza!!
- Oddiooooo!! Non avrò schiacciato il bambino?! ho pensato mentre cercavo di bilanciarmi meglio.
Con un ultimo sforzo sono riuscita a buttare le gambe al di là e ad atterrare più o meno bene.
Guardo veloce attorno, non mi ha visto nessuno, mi pulisco i graffi sulle braccia e sulle ginocchia dai calcinacci ed intanto mi tocco la pancia.
Male non mi fa... schiacciata non è...sento un calcettino di mio figlio, di rimprovero forse...
Bene, tutto a posto e anche questa volta è andata!!
Ma non ho smesso di mangiare i fichi, anzi!
Quando poi ho provato i fichi caramellati fatti da Giuliana è stata la fine!
- La ricetta è quella della Ross-  mi dice - la trovi su Coquinaria.
Subito copiata e messa in pratica con una mia piccola variazione: invece dell'acqua uso marsala o porto, memore di quanto diceva mia nonna:
- L'acqua la fà la rugìn!! *
*l'acqua fa la ruggine!!

Fichi caramellati


Prima versione:

Ingredienti:
un chilo di fichi, i migliori sono quelli neri
mezzo chilo di zucchero,
un bicchiere di aceto al 6% di acidità
un bicchiere e mezzo di acqua o marsala (io metto solo marsala o porto)


Procedimento:
Mettete i fichi per ritto in un tegame che li contenga in un unico strato. 





Copriteli con lo zucchero, l'aceto, l'acqua e fate bollire lentamente fino a quando il liquido non sarà sciropposo e di un bel colore ambrato (dipende dalla forza del fornello, si va intorno alle 2 ore circa).
Se vi va, aggiungete un po' di rum alla fine, invasate in vasi sterilizzati in forno a 130° per 10/15 minuti , capovolgete e mangiateli dopo circa tre mesi. 

Non serve sterilizzare successivamente i vasi sia per il contenuto di zucchero che di aceto, tutti e due ottimi conservanti.


Seconda versione:

a mio parere migliore

Ingredienti:
1 kg di fichi
1 bicchiere di aceto di mele al 5% di acidità (100 cc)
2 bicchieri di marsala semidolce ( 200 cc) sarebbe meglio quello dolce
600 gr di zucchero per bilanciare il semidolce del marsala
buccia d'arancia e di limone
mezza stecca di vaniglia.

Il procedimento è uguale a quello sopra: ho bollito a fuoco basso per 2 ore, quindi ho invasato i fichi mentre facevo restringere un po' di più il liquido che ho aggiunto bollentissimo a coprire i fichi.

Sono molto buoni con il gorgonzola ma anche con altri formaggi sia stagionati che freschi, con il gelato oppure con una panna cotta,una mousse, panna liquida o montata. 
Provateli, danno dipendenza!


qui potete trovare la  
Terza versione
Fichi caramellati profumati alle spezie 

venerdì 17 agosto 2012

Torta di mirtilli di Bodengo

Squilla il cellulare.
- Ciao sciura Bruna dove sei?
Mi chiede una vocetta allegra.
- In piazza Bertacchi...
- Aspettami lì che arrivo subito, devo darti...
Il resto non l'ho più sentito, però ubbidiente mi fermo ad attendere con curiosità.
Dopo un attimo da una macchina scende la mia amica con un secchiellino.
- Arrivo adesso da Bodengo, sono salita in alto per raccogliere i mirtilli, questi sono per te. Puoi anche non lavarli, li ho trovati a 1800 metri, lì non passa nessuno a sporcarli...
Caspita che regalone!!! Quest'anno ce ne sono pochini e non è facile trovarli.
Cosa ci faccio? In un attimo mi vengono in mente confetture, semifreddi, crostate...
Comincio con la torta, per quella ci vogliono proprio i mirtilli freschi.
E' una mia rielaborazione della torta di mirtilli che fanno a Bormio, in una nota pasticceria di via Roma, perché  la ricetta provata in precedenza non mi aveva del tutto soddisfatto; volevo qualcosa di friabile ma nello stesso tempo più soffice, di più … di più… insomma di più!


Torta di mirtilli di Bodengo

Ingredienti per uno stampo rotondo da 26 cm di diametro:


per l’impasto frolloso:
300 gr di zucchero
230 gr di burro
3 tuorli
1 uovo intero
350 gr di farina “speciale per torte Barilla”  oppure 230 di farina bianca e 120 di frumina
un pizzico di sale
la scorza grattugiata di un limone piccolo
½ bustina di lievito

per il ripieno:
400 gr di mirtilli selvatici
70 gr di zucchero di canna
10 biscotti Oro Saiwa ( 50 gr)
4 cucchiaini di marmellata di mirtilli Vis

per  la copertura:
zucchero al velo q.b.

Lavorare velocemente il burro  con lo zucchero, aggiungere la scorza di limone grattugiata, le uova e quando queste si sono amalgamate versare  la farina setacciata con il lievito ed un pizzico di sale.
Verrà un impasto più morbido della frolla.
Con i due terzi foderare il fondo ed i bordi di uno stampo a cerchio apribile imburrato ed infarinato (sul fondo potete mettere  della carta forno imburrata), mentre l’altro terzo verrà steso tra due fogli di carta forno, leggermente infarinata, fino a raggiungere la circonferenza dello stampo.
Mettere in frigo a riposare sia lo stampo coperto che il tondo di pasta similfrolla stesa, in modo che l’impasto possa compattarsi.
Dopo un paio d’ore togliere dal frigo lo stampo rivestito di pasta similfrolla e ricoprire il fondo con i biscotti sbriciolati affinché possano assorbire il succo rilasciato in cottura dai mirtilli senza che questo fuoriesca.
Sopra distribuire i mirtilli puliti e ben asciutti, spolverarli con lo zucchero di canna e spalmare come si riesce i quattro cucchiaini di marmellata di mirtilli.
Ricoprire con il tondo di pasta, ormai compattato bene, staccando con attenzione la carta forno.
Pizzicare i bordi ed infornare a 180° per 40 minuti circa.
Far intiepidire la torta prima di toglierla dallo stampo, farla raffreddare su una gratella e prima di servirla spolverarla con lo zucchero al velo.
Si serve accompagnata da crema pasticcera e /o panna montata.

Ora vi devo spiegare dove si trova la Val Bodengo: è una valle collaterale della Valchiavenna, una delle meno conosciute della provincia di Sondrio e per questo ha mantenuto intatto il suo fascino, la sua bellezza un po' aspra ed il suo habitat.
All'altezza di Gordona, in una stretta gola, cadono in una suggestiva cascata le acque spumeggianti del torrente Boggia che percorrono la valle in stretti canyon.
In questi ultimi anni si sono sviluppate attività sportive come il canyoning o torrentismo, l'arrampicata o il trekking.
Il torrentismo consiste nello scendere a nuoto, o scivolando, i toboga naturali di roccia levigati dall’acqua, oppure arrampicare sull’alveo del torrente, calandosi in corda doppia dalle cascate, saltando nelle profonde pozze.
Per me sono dei pazzi...ma c'è addirittura il sito se volete informazioni più dettagliate:
http://www.valbodengo.com/ValBodengo/Home.html
Buon divertimento!!


martedì 14 agosto 2012

Pasta fredda: Sedanini alla ventresca col curry


Fredda per chi la mangia ma non per chi cucina.
Purtroppo è sempre stato così... basta mettersi ai fornelli in bikini, ma occhio agli schizzi!
Questa è una pasta che si più mangiare sia appena tiepida che fredda

Sedanini alla ventresca col curry


 Ingredienti per 4 persone:

300 gr di sedanini
150 gr di ventresca di tonno sgocciolato (oppure tonno sott'olio)
2 gambi teneri di sedano verde
50 gr di capperini sott’aceto ed alcuni di Pantelleria dissalati
1 cucchiaio di di curry in polvere ( ho usato il Madras)
olio extra vergine di oliva
sale pepe

Pulite il sedano, lavatelo, tritatelo grossolanamente e mettetelo in una ciotola con i capperini sgocciolati e il curry.
Unite la ventresca spezzettata, 2 cucchiaiate abbondanti di olio, una macinata di pepe, regolate di sale e mescolate.
Cuocete i sedanini, sgocciolateli al dente e mescolateli nella ciotola con gli ingredienti preparati.
Aggiungete ancora un filo d’olio , curry e pepe a piacere.
Spolverate sopra le foglie di sedano tritate per profumare e servite tiepida o fredda.

venerdì 10 agosto 2012

Pitta di patate salentina


Oggi pomeriggio, girovagando sui blog degli amici, arrivo da Lucia di "Ambrosia e Nettare" che in apertura ha una foto molto invitante della Pitta te patate (sottotitolo: non chiamatela Gattò!!!)
Mi ritrovo a leggere sempre più incuriosita, immaginandomi i sapori e deglutendo ad ogni immagine.
Non potevo chiudere la giornata solo salvandomi la ricetta, no, ho dovuto provare a cucinarla!
Abbiamo cenato un po' tardi, per forza, ma ne valeva la pena!
Buonissima!! 
Vi ricopio la ricetta e vi metto le foto indegne della mia Pitta, è la prima che cucino e sicuramente ce ne saranno altre, devo affinare la tecnica...!
Pitta di patate salentina
(quella vera!)



Ingredienti:
1 chilo e mezzo di patate a pasta gialla
200 grammi di pecorino salentino ben stagionato
un uovo grande
mentuccia 
un pugno di pane grattugiato
mezzo chilo di cipolle dorate
400 grammi di polpa di pomodoro fresca 
(meglio di pomodori San Marzano)
una manciata di olive salentine in salamoia
un cucchiaio di capperi sott'aceto
sale e olio extravergine di oliva q.b.



Lavate le patate, mettetele in una pentola, copritele di acqua fredda  e fatele cuocere per circa un'ora. Pelatele e passatele finché sono ancora calde, poi lasciatele raffreddare. 
Nel frattempo preparate il sughetto. 
Affettate sottilmente le cipolle e fatele dorare in padella assieme ad una dose generosa di ottimo olio extravergine di oliva (preferibilmente del Salento).
Dopo una decina di minuti (occhio: le cipolle non devono assolutamente bruciare! Tenete quindi la fiamma al minimo e, se occorre, bagnate il soffritto con un goccino di acqua calda) unite la polpa di pomodoro ed un pizzichino di sale e continuate la cottura fino a restringimento del sughetto. Poco prima di levarla dal fuoco gettate in padella capperi e olive (snocciolate, se non volete immolare un dente alla sacra pitta). 
Quando sugo e patate saranno ben freddi, potrete iniziare a "comporre" la vostra pitta. 
Alle patate precedentemente passate aggiungete l'uovo intero, il formaggio, poco sale, un paio di cucchiai del sughetto preparato (serviranno a dare un bel colore) e qualche fogliolina di mentuccia spezzettata. Impastate il tutto senza indugiare (ricordate che non state facendo un puré!). 
Ungete d'olio un tegame antiaderente e stendetevi sul fondo la metà dell'impasto in uno strato non troppo alto, sul quale verserete la cipollata. 
Coprite con un altro strato di patate (un trucchetto per eseguire quest'operazione al meglio: bagnatevi le mani!), poi ungete la superficie di olio e completate con una bella spolverata di pane grattugiato. Infornate a 200 gradi fino a doratura. 
La pitta si gusta tiepida o, meglio ancora, fredda. Sempre ammesso che riusciate a resistere al profumo che sprigiona all'uscita dal forno!   

Grazie Lucia!


lunedì 6 agosto 2012

Una cena in giallo 2


Eh già, ho dovuto mettere il 2 perché, mentre scrivevo, il titolo mi suonava di già fatto. 
Veloce ricerca avanzata nel forum di Coquinaria ed ecco il risultato: Una cena in giallo... 

La memoria funziona ancora! 

Ok...ok... è un topic del 2009, lo so che nei diversamente giovani la memoria a lungo termine è quella che va meglio...non infierite plis!

Ciò non toglie che il colore giallo mi piaccia!
Ho le pareti della sala gialle, ho messo la tovaglia gialla, i sottopiatti di paglia gialli, alcuni piatti gialli, i bicchieri con base dal giallo all'arancio, un girasole giallo al centro della tavola, ma siamo in estate ecchédiamine!
Secondo i cromo terapeuti il giallo, essendo il colore del sole, dà energia, forza, vitalità, perché le sue vibrazioni sono simili a quelle dei raggi solari.
Invece nell'antica Grecia era il colore dei pazzi che si dovevano vestire di giallo per essere riconosciuti...ehm... ma io non ero vestita di giallo!! Avevo il vestito rosso!!
Utilizzare il giallo stimola la razionalità e il cervello sinistro, migliora le funzioni gastriche e tonifica il sistema linfatico, stimola la digestione (anoressia, inappetenza, flatulenza, emorroidi interne, eczema) ed aiuta ad eliminare le tossine attraverso il fegato e l'intestino.
E allora giallo sia!!
Le foto sono quel che sono, ragazzi non sono più quella di una volta, ho perso tanto in concentrazione, organizzazione e resistenza però non ho perso le idee, ma se ne avessi meno e mi rendessi conto del mio stato fisico e mentale sarebbe sicuramente meglio.
Per fortuna è arrivata in soccorso la Carla, una delle ospiti, che mi ha dato un validissimo aiuto, altrimenti avremmo cenato alle ore piccole! Grazie Carlina!!
Ed ecco qui:

La tavola gialla 







Focaccina con paté di trota e 
Granita di arance, gamberi rossi e cozze



La granita è una mia interpretazione di una ricetta di Alajmo e mal me ne doveva incogliere quando ho deciso di provare a riprodurla... infatti nella foto si vede che la granita si stava sciogliendo rapidamente


Granita di arance, gamberi rossi e cozze 
dal libro In.gredienti di Massimiliano e Raffaele Alajmo

ingredienti per 4

per la granita di arance
125 gr. di succo di arance sanguinella
40 gr. di acqua
1/2 cucchiaino di olio extravergine Costa dei Trabocchi
di oliva
una percezione di zucchero un pizzico di sale
Porre gli ingredienti nella sorbettiera e mantecare sino a raggiungere la consistenza. 
(Io l'ho messa in un contenitore da freezer ed ogni tanto rimescolavo con una forchetta finché non ha raggiunto la consistenza voluta.)
Conservare la granita a -16°C

per i gamberi rossi
1 It. di acqua
16 gamberi rossi
1 cucchiaio dì sale grosso
Eliminare la testa dei gamberi e lessare le code in acqua salata. Privarle del carapace e dell'intestino e tagliarli a tocchetti

per le cozze
20 cozze
100 gr. di vino bianco
10 gr. di cipolla bianca tritata
gr. di prezzemolo
1/2 spicchio di aglio
un filo di olio extravergine di oliva
Spurgare le cozze in acqua e sale; scaldare una padella con un filo di olio, quindi rosolarvi la cipolla, l'aglio e il prezzemolo appena battuto. Unire le cozze ben pulite, sfumare con il vino bianco e incoperchiare. Cuocere a fuoco basso sino a quando i mitili si aprono. Eliminare i gusci e filtrare il succo

per l'insalata
40 gr. di finocchio a julienne 20 gr. di radicchio rosso a julienne 2 gr. di olio extravergine di oliva Costa dei Trabocchi
un pizzico di sale
Condire le verdure con l'olio e il sale

preparazione
un pizzico di fior di sale olio extravergine di oliva, io ho usato l'ottimo Costa dei Trabocchi
In un tegamino intiepidire un filo di olio, unirvi le cozze, i gamberi e un cucchiaino di succo di cozze. In un bicchiere trasparente disporre 40 gr. di granita e cospargerla con un filo dì olio. Coprire con 8 pezzi di gamberi, 5 cozze ben calde e il loro sugo di cottura. Proseguire con un altro filo di olio, poco fior di sale e coprire con Pinsalatina a julienne. Servire immediatamente

accorgimenti
Per spurgare bene le cozze, si consiglia di stenderle in una placca di acciaio senza sovrapporle, coprendole con acqua salata e carta stagnola. Questo espediente simula in parte "l'habitat marino", permettendo ai mitili di espellere tutta la sabbia



Paté di trota

Ingredienti:
2 trotelle  
1 l. court bouillon . 
2 cipollotti 
prezzemolo 1 ciuffo 
noce moscata 
10 gherigli di noce  
100 g burro  
sale e pepe

Preparazione
Bollite nel court bouillon le trotelle, dopo averle pulite, per circa 30 m. Gettate via la testa, diliscatele con cura, passate quindi la carne al frullatore ed impastatela con un soffritto di cipolla e prezzemolo tritati finissimi, sale, pepe, noce moscata.
Aggiungete le noci pestate al mortaio o passate nel frullatore.
A parte fate sciogliere il burro e unitelo al composto, mescolate molto bene per amalgamarlo e mettete il paté in una terrina a forma di pesce e lasciatelo riposare per almeno 2 ore in frigorifero. Oppure mettete l'impasto sopra ad un foglio di carta forno e formate un rotolo. Servite con crostini o focaccine di pane con semi.


Paella Valenciana a modo mio



Ingredienti per 8 persone


Un pollo di circa un kg,

400 g di riso del tipo che tiene la cottura,

200 g di prosciutto cotto in una sola fetta,
200 g di salsiccia secca piccante (chorizos) oppure salsiccetta a nastro e peperoncino, 
250 g di piselli sgusciati,
350 g di pomodori pelati, 
8 gamberoni, 
8 scamponi
750 g di vongole,
1 sacchetto di cozze
vino bianco, 
20 pistilli di zafferano oppure una bustina e mezza,
un ciuffo di prezzemolo,
un grosso peperone rosso, brodo, un limone, una cipolla, aglio, olio, sale, pepe.


Preparazione:
1. Sventrate, fiammeggiate e lavate il pollo, poi tagliatelo a piccoli pezzi, cercando di eliminare più ossa possibile. Mettete le carcasse del pollo in una pentola d’acqua con gli odori e preparate il brodo che servirà dopo.

2. Mettete nella padella dove intendete cuocere la paella 3 cucchiai di olio e, non appena sarà caldo, fatevi rosolare i pezzi di pollo, a fuoco moderato, in modo che si colorino uniformemente.

3. Nel frattempo mondate e tritate finemente la cipolla, uno spicchio di aglio e il prezzemolo e fateli soffriggere piano, in un'altra padella, con 2 cucchiai di olio. Dopodiché unite i pomodori pelati triturati, e fate cuocere 10 minuti.
4. Tagliate a dadini il prosciutto, a rondelle la salsiccia e uniteli al pomodoro, insieme con i piselli, prima mondati, lavati e sbollentati. Salate e fate cuocere piano per una decina di minuti.
5. Ora rovesciate tutti questi ingredienti nella padellona del pollo e amalgamateli delicatamente con questo. Continuate la cottura per altri 10 minuti.
6. A parte, in una casseruola larga e bassa, fate aprire le vongole a fuoco vivo (dopo averle ben lavate) unendo un bicchiere di vino bianco. Poi eliminate i molluschi rimasti chiusi e unite gli altri agli ingredienti che stanno cuocendo.Lo stesso fate per le cozze, dopo averle raschiate e lavate, avendo l’accortezza di eliminare mezza valva a quasi tutte.
7. Aggiungete ora il peperone lavato, asciugato, mondato e tagliato a listarelle, poi su tutto distribuite il riso, regolate di sale e pepate.
8. Mettete i pistilli o le bustine di zafferanodi zafferano in un mestolo di brodo. Spremete il limone e filtrate il succo.
9. Versate sugli ingredienti il brodo con lo zafferano (filtrato) e il succo del limone, poi bagnate con altri 6/7 mestoli di brodo caldo. Fate prendere l'ebollizione sul fornello, appoggiate sopra i gamberoni e gli scamponi, coprite il recipiente e passatelo in forno caldo a 180° lasciandovelo per circa 15minuti. 
10. A fine cottura smuovete gli ingredienti con una paletta e servite la paella  ben bollente

Zuppetta di melone con zabaione ghiacciato al Porto



Anche qui il doppio colore non è voluto, è capitato perché ho voluto seguire due ricette invece che una e... ormai si sa che i dolci non sono il mio forte! Vabbé.
Ho chiesto aiuto alla mia amica Pinella che con tanta disponibilità e gentilezza ha cercato di riequilibrare le percentuali degli ingredienti della piramide, in più ha chiesto ad una pasticcera e mi ha inviato la sua risposta:

"Pinella i calcoli che hai fatto sono perfetti! Per quanto riguarda il problemino del porto ghiacciato sul fondo, potrebbe essere una banale questione di temperatura o di squilibrio tra gli ingredienti. La crema troppo calda a contatto con la panna potrebbe aver fatto rompere il legame che teneva saldo lo zabaione e causare quindi la colatura di Porto. Come dicevo, potrebbe esserci uno squilibrio dato che gli albumi così "a crudo" apportano una notevole quantità di acqua!"
Quindi questa è la versione corretta della:


Zuppetta di melone con piramide ghiacciata al Porto e ventaglio di sfoglia

Per quattro porzioni:
Perla zuppetta:
500 g di melone, tagliato a pezzetti
1,5 di d'acqua
100 g di zucchero
lo scorza di 1 limone

Per la piramide:
6 tuorli
175 g di zucchero
3 dl di Porto
3 dl di panna
Meringa italiana fatta con 3 albumi e 65 gr di zucchero

Per lo spiedino:
24 palline di melone 
4 cimette di menta


Procedimento: 
Per la zuppetta:
far bollire in una casseruola l'acqua con lo zucchero e la scorza del limone. Lasciare riposare 30minuti.
Versare lo sciroppo sul melone e frullare nel mixer. Conservare al fresco.

Per la piramide:
montare a bagnomaria i tuorli con lo zucchero e il Porto. Togliere dal fuoco e sbattere finché il composto sarà freddo e ben montato. 
Unire gli albumi montati a neve con la tecnica della meringa italiana: mettere lo zucchero in un pentolino con un paio di cucchiai di acqua, porre al fuoco e fare bollire fino a raggiungere la temperatura di 121°. Intanto montare gli albumi a neve, unire a filo lo sciroppo di zucchero bollente continuando a montare fino al raffreddamento. 

Per ultima unire la panna montata "a becco" (non troppo ferma).
Mettere il composto in  stampi a piramide e passare nel freezer per almeno 4 ore.



Per gli spiedini di melone,
ricavare con l'apposito scavino 24 palline di melone.     
Infilzarne quattro in un bastoncino di legno e decorare la punta con una cimetta di menta.   
Ripetere l'operazione formando altri tre spiedini.

Velare i piatti con la zuppetta di melone e sformare le piramidi su un lato. Appoggiarvi gli spiedini, i ventagli di sfoglia e decorare con palline di melone.
Guarnire, a piacere, con gocce di Porto ridotto a consistenza sciropposa e bastoncini di pasta fillo cosparsi di zucchero a velo
...e mi sono dimenticata questo ultimo passaggio! 

venerdì 3 agosto 2012

Gelatina di more e lamponi (metodo Ferber)


Questo è stato il mio pranzo di oggi, sempre per la serie: " Antò...facccaldo...!!!" come recitava una pubblicità degli anni scorsi.
Ma partiamo dall'inizio.
Mi sono state recapitate delle more e dei lamponi con un bigliettino:
- Le more sono di due qualità: in una sono "brusche"  e nell'altra sanno di acqua... vedi tu cosa farne!
Ma faccio una gelatina!!! Ormai sto gelatinizzando tutto... ho il metodo Ferber impresso a fuoco in testa ;O))
quindi vi metto il procedimento che ho usato mischiando i due frutti, chi vuole può farla solo di lamponi o solo di more.
Ma cosa c'entra con il pranzo mi chiederete... c'entra... c'entra... perché tornando a casa dopo aver fatto acquisti e aperitivo chi aveva più fame!
Più che altro si aveva sete allora ho messo in tavola un mascarpìn fresco fresco, sarebbe una ricottina di capra, con una fetta d'anguria succosa e la

Gelatina di more e lamponi



1,800 kg di more e lamponi
1Kg di zucchero semolato
200 gr di acqua (20cl)
Il succo di un piccolo limone

Sciacquate le more e i lamponi con l'acqua fredda senza immergerli.
Versateli nella pentola da marmellata e portate a bollore con l'acqua.
Coprite la bacinella e lasciate esplodere i frutti a fuoco dolce per cinque minuti.
Raccogliete il succo versando questa preparazione in un cinese pressando leggermente i frutti con il dorso della schiumaiola.
Filtrate una seconda volta questo succo in una stamigna bagnata e strizzata.
Versate il succo ottenuto (1,100kg) in una pentola da marmellata col succo di limone e lo zucchero.
Portate ad ebollizione e proseguite la cottura a fuoco vivo per cinque/dieci minuti.
Schiumate accuratamente. Ridate un bollore. Verificate la densità con la prova piattino.
Mettete subito la vostra gelatina in vasi sterilizzati e chiudete.

Al momento ero soddisfattissima, ma ora... ho fame!!

giovedì 2 agosto 2012

Riso freddo al curry con gamberi e peperoni


Il caldo è il grande protagonista di questa stagione: la temperatura diventa sempre più alta, l'afa ti toglie il respiro e l'appetito diminuisce. Nel mio caso non sarebbe un gran danno, però s’impone la domanda:
-      Cosa mettere a tavola quando il termometro supera i 30 gradi?
Cibi freschi di facile digestione, stuzzicanti, magari un pochino piccanti. Infatti il peperoncino, stimolando la vasodilatazione ed una lieve sudorazione, aiuta ad abbassare la temperatura corporea e l'eliminazione del calore corporeo in eccesso. Inoltre la sua azione facilita la digestione stimolando la secrezione gastrica.
Un riso in insalata come questo potrebbe essere un’idea, ve lo consiglio è ottimo.


Riso freddo al curry con gamberi e peperoni



Ingredienti per 6/8 persone:
500 gr di riso basmati ( o carnaroli ),
500 g di code di  gamberi
4 uova,
un peperone verde e uno giallo
qualche foglia di lattuga
curry,
una tazza di maionese
Tomato ketchup
2/3 cucchiai di latte o acqua
rosmarino, timo
olio extravergine di oliva Costa dei Trabocchi
sale.

Procedimento:
Fate lessare il riso in acqua bollente salata a cui avrete aggiunto 3/4 cucchiai abbondanti di curry.
Scolate il riso, conditelo con qualche cucchiaio di olio, stendetelo su di un largo piatto e lasciatelo raffreddare.
Spellate i peperoni (anche con il pelapatate)  e tagliateli a striscioline.
Fateli saltare in padella con un cucchiaio d’olio ed un rametto di timo, finché saranno cedevoli ma croccanti.
Fate rassodare le uova, poi sgusciatele.
Sgusciate le code di gamberi togliendo anche il budellino interno, tagliateli a metà per il lungo lasciandone alcuni interi per decorazione.
Ungeteli e fateli saltare in una padella calda per pochi minuti, dovranno restare croccanti.
Ricoprite il fondo di un piatto da portata con alcune foglie di lattuga, distribuitevi sopra il riso, i gamberoni, i filetti di peperoni e le uova sode tagliate a spicchi.
Mescolate la maionese con un cucchiaio di Tomato, diluite con il latte( o acqua) fino a ottenere una crema morbida e omogenea.
Servite l'insalata con la salsa rosata a parte.

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