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mercoledì 30 agosto 2017

Confettura di pere alle spezie - metodo Ferber

Da quando ho comperato i libri di M.me Ferber non riesco più a preparare delle confetture normali, mi vien sempre voglia di aggiungere qualcosa, di sperimentare nuovi abbinamenti quindi per la serie  'a famo strana, questa è la


Confettura di pere alle spezie 



Ingredienti:
kg 1,400 di pere Williams ( 1 kg netto)
800 g di zucchero 
1/2 guscio di vaniglia
1/2 anice stellato
1 pezzetto di stecca di cannella
3 bacche di cardamomo
il succo di un piccolo limone

Preparazione:
Il 1° giorno
Sbucciare le pere, togliere i gambi, tagliarle a metà, togliere il torsolo e tagliarle in quarti quindi a lamelle sottili di 2 mm di spessore.
Alle lamelle di pere nella ciotola unire lo zucchero, il mezzo guscio di vaniglia tagliato per la lunghezza, i semi dell'anice stellato, un pezzetto di stecca di cannella, i semi tolti dalle tre bacche di cardamomo precedentemente schiacciate ed il succo di limone, coprire con un foglio di carta forno e lasciar macerare per un'ora. 
Versare quindi questa preparazione nella pentola di cottura e portare al fremito mescolando delicatamente.
Travasare in una ciotola, coprire con un foglio di carta forno e conservare in frigo per una notte.

Il 2° giorno
Versare la preparazione nella "bassine" di rame e portare ad ebollizione mescolando delicatamente
Mantenere la cottura a fuoco vivo per 10 minuti circa mescolando continuamente e schiumando se serve.
Verificare la consistenza  della confettura depositando qualche goccia su un piattino freddo: essa deve leggermente gelificare.
Togliere il guscio di vaniglia, la cannella ed il fiore o semi di anice stellato, allontanare la bassine dal fuoco e mettere la confettura nei vasi precedentemente sterilizzati in forno. 
Chiudere e rovesciarli per ottenere il sottovuoto, quindi conservarli al fresco e al buio.
Oltre che in accompagnamento a biscotti al cioccolato è ottima anche abbinata a formaggi  semigrassi di media stagionatura tipo il Casera.


Con questa ricetta partecipo alla Giornata nazionale dell'Anice del Calendario del cibo italiano

martedì 29 agosto 2017

Stufato di manzo con i finferli (o cantarelli o galletti)


- Vuoi che muoro??!!
Strabuzzando gli occhi così rispondo a Roby che mi ha appena detto:
- Però con quei finferli così belli "si potrebbe" fare uno stufato con la polenta
Ci sono 34° all'ombra e lui chiede polenta e stufato!!
Tento una debole dissuasione ma alla fine cedo, piace anche a me, anche con il caldo!
Non possono fare una fine migliore i finferli che mi hanno regalato!
Vado dal macellaio e mi faccio dare un bel codone di manzo, è quel pezzo di forma triangolare con la carne leggermente venata ed è anche coperta da uno strato di grasso che il macellaio toglie parzialmente.



Si trova nel quarto posteriore, nella coscia e comprende le ultime vertebre della schiena.Va benissimo per arrosti e brasati e bistecche, io prendo sempre quello quando cucino brasati, umidi o stufati, è una carne morbida e saporita e dà una marcia in più al piatto.
Piazzo il solito ventilatore in cucina puntato sulle gambe e comincio:


Srufato di manzo con i finferli



Ingredienti per 6 persone:

 kg 1,300  di codone di manzo 
g 600 di funghi finferli 

lunedì 28 agosto 2017

Carpaccio di pesce spada con le pesche

I nostri meteorologi hanno preannunciato che questa estate torrida continuerà ancora per un po', se ci azzeccano, sarebbe meglio prepararsi ad affrontarla nel migliore dei modi anche dal punto di vista culinario. Niente di meglio quindi che cucinare (si fa per dire...) piatti senza cottura, freschi, leggeri e di facile digestione come i carpacci di pesce.
Pesce crudo, che mantiene tutto il sapore ed il profumo del mare, abbinato alla frutta acidula, abbinamento per contrasto: l’acido della frutta con il dolce del pesce crudo.
*Unica raccomandazione: chiedete in pescheria se il pesce è passato nell'abbattitore altrimenti mettetelo nel vostro congelatore a -18° per 3 giorni prima di consumarlo per evitare il rischio Anisakis. Qui potete trovare tutte le informazioni sul consumo del pesce crudo.
Ora vi proporrei questo carpaccio insolito ma indovinato nell'equilibrio dei sapori



Carpaccio di pesce spada con le pesche



Ingredienti per 4 persone:
500 gr di pesce spada tagliato a fettine sottili cal 590
5 pesche nettarine cal. 250
4 cucchiai di olio extravergine di oliva cal 360
limone
sale
peperoncino
basilico
32 olive kalamata cal 352

tot. cal. 1552, a porzione cal. 388


Preparazione
In pescheria vi fate affettare del pesce spada bello fresco ( vedere la raccomandazione sopra*), lo adagiate su un piatto, contornate con fette di pesche nettarine mature ma sode, condite con limone, olio sale e abbondante peperoncino, cospargete di basilico strappato o tagliato con un coltello di ceramica, così non annerisce, e qualche oliva Kalamata.
Veramente buono, fresco, ha lasciato un buon sapore in bocca, specialmente accompagnato con un bianco fresco e fruttato come l'Opera di Mamete Prevostini. 
Con questa ricetta partecipo alla Giornata nazionale della cucina senza cottura del Calendario del cibo italiano

domenica 27 agosto 2017

Confettura di susine al Moscato e vaniglia

Chiara eccomi, ogni promessa è un debito, te l'ho fatta sospirare un po' questa ricetta ed ora finalmente sono riuscita a scriverla. Io l'ho preparata con il vino Moscato perché quello avevo in frigo, la Ferber suggerisce come solito il Gewurztraminer alsaziano, che è abboccato ed aromatico quindi ho pensato che il mio Moscato poteva andare, in effetti è risultata una buona confettura.
Non sto a raccontarvi i numerosi effetti benefici delle  susine e delle prugne che, a quanto ho letto sui dizionari, non sono la stessa cosa: quando il frutto è fresco si chiama susina, quando è secco si chiama prugna, un'avvertenza però è d'obbligo: mai aprire il nocciolo delle prugne in quanto al contatto con l'umidità dell'aria libera acido cianidrico, dannoso per la salute.
Con questa confettura partecipo alla Giornata nazionale delle prugne e delle susine  del Calendario del cibo italiano

Confettura di susine al Moscato e vaniglia


 Ingredienti:
kg 1,200 di susine mature ma ancora sode
(snocciolate devono raggiungere 1kg di peso)
Kg 1 di zucchero (900 g)
300 g di vino moscato fermo (30 cl)
Il succo di 1 limone piccolo,
2 bacche di vaniglia
Preparazione:
Lavate le susine, asciugatele in un panno, tagliatele a metà e snocciolatele.
Mescolatele con lo zucchero, il succo di limone, le bacche di vaniglia incise per la lunghezza e lasciatele macerare per 1 ora coperte con un foglio di carta da forno. 
Versate le susine preferibilmente in una bassine (casseruola di rame non stagnata) e portate quasi ad ebollizione,il composto deve “fremere” ma non bollire. Spegnete e versate in una terrina. Coprite di nuovo con la carta da forno a contatto con frutta e lasciate riposare per una notte intera al fresco in frigorifero.
L’indomani portate questa preparazione all'ebollizione nella bassine di rame e mantenete la cottura a fuoco vivo per 5 minuti rimestando delicatamente e schiumando di tanto in tanto. 
Aggiungete il vino moscato e riportate all'ebollizione su fuoco vivace per 5 minuti circa mescolando delicatamente. La confettura dovrebbe aver raggiunto 104/ 105°. Schiumate di nuovo ed eliminate la bacca di vaniglia. 
Verificate la consistenza della confettura con la prova piattino quindi versatela in barattoli di vetro precedentemente sterilizzati in forno a 130° per 15 minuti.


mercoledì 23 agosto 2017

Risotto al vino rosso con mirtilli e finferli

Lo so, sono fortunata ad abitare qui tra le montagne e ad avere amici esperti raccoglitori di funghi!
Con i finferli raccolti da un'amica ed i mirtilli raccolti al passo del Maloja, nei boschi attorno al lago, da mio figlio ecco che si presenta la congiunzione astrale giusta che aspettavo per cucinare questo risotto di Sergio Mei, evviva!!
Con questa ricetta partecipo alla  Giornata nazionale dei frutti di bosco, promossa dal Calendario del cibo italiano.

Risotto al vino rosso con mirtilli e finferli



Ingredienti per 6 persone

Per il risotto
500 gr. Di riso Carnaroli Acquerello
80 gr di burro
1 dl. di vino rosso
Uno spicchio di cipolla
l. 1,5 circa di brodo vegetale
50/60 gr di parmigiano reggiano
100 gr di mirtilli selvatici
Sale e pepe

Per i finferli
250 gr di finferli
Mezzo scalogno
Tre cucchiai di olio extravergine
Un ciuffo di prezzemolo tritato
Sale, pepe

Preparazione
Pulire i funghi, sfilacciarli con le mani, metterli in una padella con lo scalogno stufato con l'olio extravergine, spolverare di prezzemolo tritato e mantenerli in caldo.
Insaporire i mirtilli in padella con una noce di burro, frullarne la metà e conservare il resto in caldo per la guarnizione.
In una casseruola di rame larga e bassa stufare la cipolla tritata in due noci di burro, tostare a fuoco lento il riso, bagnare con il vino rosso e portare a cottura con il brodo vegetale bollente, rimestando ( tanto, poco, continuamente, ogni tanto ". a piacer ).
A ¾ di cottura aggiungere la purea di mirtilli e regolare di sale.
Togliere il risotto bene al dente dal fuoco, mantecare con burro e parmigiano e lasciar riposare un minuto.
Disporre il risotto sul piatto, sistemare sopra i finferli e guarnire con i mirtilli selvatici spadellati col burro.

lunedì 21 agosto 2017

Spaghetti con le sarde a modo mio

E' da un po' di tempo che non posto preparazioni sia per acciacchi vari che per una sorta di rigetto da pc, ora vedo di darmi una smossa e comincio a pubblicare quello che ho cucinato oggi, seguendo le indicazioni caloriche della mia dieta così inauguro anche la sezione " I miei piatti dietetici" e partecipo alla giornata delle sarde e delle sardine che sono l'argomento di oggi per il Calendario del Cibo Italiano .

Spaghetti con le sarde a modo mio



Ingredienti per 1 persona:

80 gr spaghetti
50 gr sarde sfilettate
5 gr ( 1/2 cucchiaio) di pane grattugiato
1/2 scalogno
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 cucchiaio di olio
finocchietto fresco
sale, pepe e peperoncino

Preparazione:
Lavare ed asciugare i filetti di sarde.
Tritare lo scalogno. In una padella versare 1/2 cucchiaio di olio, unire lo scalogno, far imbiondire aggiungendo un paio di cucchiai d'acqua ed unirvi la metà delle sarde tritate, aggiungere l’estratto di pomodoro diluito in acqua calda e condire con il sale.
Mescolare al tutto il finocchietto tritato e cuocere a fiamma bassa fino ad ottenere una salsetta un poco densa.
Tritare le rimanenti sarde, farle rosolare in mezzo cucchiaio di olio e completare con il pane grattugiato imbiondito nell’olio caldo.
Nel frattempo lessare la pasta, scolarla al dente, unirvi la salsetta di pomodoro e sarde, mescolare e togliere dal fuoco. Servire gli spaghetti in fondine calde cospargendo con le sarde rosolate con il pane grattugiato.

Calorie del piatto 390 più o meno.
Con 200 gr di verdura ed un frutto sono a posto.

mercoledì 16 agosto 2017

Confettura "Le due albicocche alla vaniglia e al gewurztraminer "con il metodo della semicanditura


Confetture e marmellate sono l'argomento di oggi per il Calendario del Cibo Italiano e con questo argomento che amo inizio la mia partecipazione a questo progetto.

Le confetture ed il metodo della semicanditura 

 Mi è scoppiata la confetturite acuta, appena vedo della frutta bella, colorata, profumata la vedo già in barattoli etichettati. Non ne ho sofferto da sempre ( per fortuna dice mio marito!), ho avuto degli attacchi saltuari, smorzati subito da risultati a volte deludenti, ma da quando ho scoperto il metodo della semicanditura marmellificherei tutto!

Una delle migliori esperte di confetture è Christine Ferber, una giovane signora che lavora a Niedermoschwir in Alsazia, e non per nulla la chiamano la fata delle confetture! 
Anche grandi pasticceri italiani come Luca Mannori e Gino Fabbri utilizzano questo metodo per le confetture e le marmellate, infatti sul libro "Gino Fabbri Pasticcere" i pesi e le proporzioni degli ingrendienti sono gli stessi di quelli scritti nei libri  dalla Ferber: “ Mes Confitures” e “Leçons de confitures”.
Per le confetture la Ferber usa sempre 800 gr di zucchero per chilo di frutta pulita ed il succo di un piccolo limone. La quantità di zucchero è quella ottimale perché aiuta la conservazione e non richiede una lunga cottura per poter avere la densità giusta.
Diminuendola si corrono rischi di proliferazione batterica se si cuoce poco, se invece si protrae la cottura per addensarla il liquido evapora e lo zucchero concentrandosi arriva alle stesse proporzioni. 
Il rifrattometro è lo strumento ideale per determinare la concentrazione degli zuccheri che dovrebbe essere tra i 64/65 gradi brix.

Il metodo Ferber ( o Fabbri) ha lo scopo di mantenere l’integrità, il sapore ed il colore della frutta senza uso di pectine industriali aggiunte e fondamentalmente si basa su tre fasi:
1) una breve ebollizione di frutta, limone e zucchero per formare più rapidamente lo "sciroppo"
2)un riposo di almeno 12 ore per far avvenire la semicanditura della frutta
3) una cottura breve in un recipiente ampio,preferibilmente di rame ( bassine di 40 cm diametro), che consenta una veloce evaporazione e conseguente concentrazione del liquido.
Cottura che può essere
a) del solo sciroppo (per i frutti più delicati/acquosi)
b) di frutta e liquido insieme.
Questo a livello generale, poi naturalmente ogni tipo di frutto ha le sue caratteristiche e quindi il metodo subisce delle varianti,perché non si può trattare una mela cotogna come un lampone.

In questi giorni sono riuscita a trovare ancora delle grosse albicocche di Romagna dolci e saporite e non ho potuto trattenermi dal preparare quest'altra confettura tratta dal libro " Mes confitures" di Christine Ferber.
Mi aveva incuriosito l'uso delle albicocche secche ed il risultato finale è eclatante, penso per la qualità delle albicocche, ma anche la ricetta dà sicuramente quel tocco in più.
Provate anche voi la confettura

"Le due albicocche alla vaniglia e al gewurztraminer "


Ingredienti:
1,150kg albicocche, mature ma ancora sode
(snocciolate devono raggiungere 1kg di peso)
250 g d'albicocche essiccate e ammorbidite
800 g zucchero
il succo di una piccola arancia
Il succo di 1 limone piccolo,
le zeste tagliate sottili o grattugiate della buccia di una piccola arancia non trattata
2 bacche di vaniglia
250 g di gewurztraminer ( 25 cl.)

Preparazione:
Tagliate le albicocche secche in bastoncini di 5 mm. di larghezza, mettetele in una terrina e copritele con il gewurztraminer.
Mettetele al fresco per una notte.

Lavate le albicocche, asciugatele in un panno, tagliatele a metà e snocciolatele.

Mescolatele con lo zucchero, il succo e le zeste d'arancia, il succo di limone, le bacche di vaniglia incise per la lunghezza e lasciatele macerare per 1 ora coperte con un foglio di carta da forno.

Versate le albicocche preferibilmente in una casseruola di rame non stagnata e portate quasi ad ebollizione,il composto deve “fremere” ma non bollire. Spegnete e versate in una terrina. Coprite di nuovo con la carta da forno a contatto con frutta e lasciate riposare per una notte intera al fresco in frigorifero.

L’indomani versate le albicocche in un colino foderato con una garza leggera, sbucciatele, tagliatele a pezzi se sono grosse e tenetele da parte.

Nel frattempo versate lo sciroppo raccolto in una casseruola, portatelo a ebollizione, schiumando e proseguendo la cottura a fuoco vivace fino a 105°C (a questa temperatura comincia ad addensarsi), unite allora le albicocche secche macerate nel gewurztraminer riportando all'ebollizione e fate cuocere per 5 minuti schiumando.

Aggiungete le albicocche sbucciate, riportate a bollore e fate cuocere a fuoco vivo per circa 5 minuti rimestando delicatamente e schiumando di tanto in tanto. Eliminate la bacca di vaniglia.
Verificate la consistenza della confettura con la prova piattino quindi versatela in barattoli di vetro precedentemente sterilizzati in forno a 130° per 15 minuti.