venerdì 26 aprile 2013

Festa di compleanno


Ricordo quanto mia nonna amasse festeggiare il suo compleanno.
-          Per al me cumpleann femm un bel legriùn!
( per il mio compleanno facciamo un bel festone allegro!)
Adorava avere tutti i figli e i nipoti attorno alla sua tavola ed eravamo veramente tanti.
Quel giorno si preparava con cura, si ravviava i capelli con la treccia arrotolata dietro la nuca ed indossava il suo vestito preferito,  nero a pois bianchi con l’ampio colletto di pizzo bianco.
Si era fatta portare la stoffa da suo figlio Giuseppe:
-          Giuse g’ho de bisogn un vistidin, portom in piasè  un quai meter de misto seda nera a puarini bianchi.
(Giuse ho bisogno un vestitino, portami per piacere qualche metro di misto seta nero a puarini bianchi)
Bastava che scambiassi uno sguardo con i miei fratelli sussurrando:
-          Vistidin … puarini… mmpppppfffff…
e scappavamo in cucina a ridere come matti.
Mia nonna non era certamente un fuscello, nel suo massimo splendore arrivò a 160 chili, e l’uso di quei diminutivi aveva su di noi un effetto comico.
Non era sempre stata così, anzi da ragazza, come amava raccontare, suscitava anche l’ammirazione dei “giovinotti”. Ogni giorno, andando a scuola ad insegnare, passava davanti alla caserma ed il piantone appena l’avvistava in fondo alla strada si precipitava dentro ad avvertire i suoi commilitoni:
-          Arriva la signorina bersagliera! Arriva la signorina bersagliera!
Tutti si disponevano davanti all’androne sull’attenti ed uno ebbe anche l’ardire di chiedere:
-          Signorina mi vuole sposare?
Mia nonna lanciava un sorriso e proseguiva dritta e fiera ridacchiando tra sé e sé.
-          L’è stada colpa del pan bianc! Dopo el pan negher del temp de guera che el pareva resegadùsc  qui bei michett  bianc, croccant e un po’ brusà erano una meraviglia! Finivi pù de mangiann!
( E’ stata colpa del pane bianco! Dopo il pane nero del tempo di guerra che sembrava segatura, quelle belle michette bianche, croccanti e un po’ bruciate erano una meraviglia! Non finivo più di mangiarne!)
Lei  giustificava così il suo esponenziale aumento di peso ma sicuramente non era solo quello.
A me ragazzina golosa diceva:
-          L’è de poca spesa, quand l’ha mangià el campanìn la mangia anca la gesa.
( Non costa molto mantenerla,  quando ha mangiato il campanile mangia anche la chiesa, cioè mangia di tutto e non scarta nulla)
Ma da qualcuno avrò ben preso …
A lei piaceva molto andare a fare la spesa, “a pruvèd”, a provvedere ai bisogni della famiglia e quando le gambe non gliel'hanno più permesso si faceva portare in casa quanto le occorreva.
Arrivava ogni settimana la “ donèta de Gordona” , si sedeva in cucina e dalla sua pesante gerla tirava fuori burro, uova, formaggio, farina gialla, gallina o coniglio, mezzo capretto, radicc…
La nonna non resisteva e comperava tutto:
-          Tant i van minga a màa…
( tanto non vanno a male)
Che ne dici nonna se per questa festa cucino così un po’ del ben di Dio che hai comperato?
Come antipasto proporrei un’insalata che prepari lo stomaco al resto  e i “radicc”, i germogli di tarassaco appena spuntati nei prati  sono l’ideale. Questi sono tenerissimi hanno le foglioline interne che virano verso il rosso, assieme ci mettiamo anche un ovetto e un po’ di speck, non sia mai che tu possa dire:
-          Demm minga erba che son minga ‘na cavra!
( Non datemi erba che non sono una capra!)

Radicc e öf in dur
( Germogli di tarassaco con uova sode)


Per 4 persone:
200 g di radicc (tarassaco o dente di leone)
4 uova
50 g. di pancetta 
4 cucchiai di olio d'oliva
2/3 fette di pane casareccio
vino bianco
Sale

Pulire le foglie di tarassaco eliminando le radichette, lavare sotto l’acqua corrente ed asciugare.
Rassodare le uova cuocendole per 7 minuti calcolando il tempo dall'inizio dell'ebollizione. Passarle in acqua fredda, sgusciarle e lasciarle raffreddare. Tagliare il pane a piccoli dadi uguali e tostarli in forno per qualche minuto. Soffriggere la pancetta tagliata a cubetti in un padellino e sfumare con il vino bianco. Procedere con la preparazione del piatto: disporre le foglie di tarassaco, unire l’uovo tagliate a metà, i tocchetti di pane e sopra versare i dadini di pancetta con un cucchiaio del fondo di cottura a condimento.
Poi direi di usare la farina gialla nostrana per fare una bella polenta e ci accompagniamo il

Capretto al forno
Ingredienti per 4 persone:


2 kg di capretto nostrano
100 g di burro
1 dl di olio d'oliva extravergine d’oliva
due pizzichi di segrisöla (timo selvatico)
un paio di rametti di rosmarino
3 bacche di ginepro
1 rametto di maggiorana
1 spicchio d’aglio
vino bianco
sale e pepe

Lavare e tritare le erbe aromatiche e lo spicchio d’aglio
Tagliare il capretto in piccoli pezzi, condirlo bene con olio, pepe, le erbe aromatiche tritate e lasciarlo marinare per una notte
  al fresco in un contenitore di vetro o ceramica
Trasferire i pezzi in una teglia di alluminio spesso o di rame, aggiungere il burro a pezzetti, rosolare a fuoco forte, sfumare con il vino bianco e mettere in forno a 180° rigirandolo due o tre volte finché non avrà raggiunto un bel colore dorato.
Servirlo con polenta fumante condita con un paio di cucchiai del fondo di cottura del capretto.

E per finire  ecco il

Cuore di frolla con crema e marmellata d'arance amare


Ingredienti:
Per la pasta frolla
200 gr farina 00
50 gr di semola di grano duro rimacinata
150 gr burro
100 gr zucchero
2 tuorli
essenza di vaniglia e scorza d’arancia
Pizzico di sale
Un vasetto di marmellata d’arance amare

Per la crema pasticcera:
½ litro di latte
150 gr di zucchero
4 tuorli
45 gr di maizena
Scorza d’arancia grattugiata
Essenza di vaniglia.

Preparazione:

Per la pasta frolla:
Lavorare velocemente il burro con lo zucchero, unire i tuorli, la farina, l’essenza di vaniglia, la scorza d’arancia grattugiata ed il sale.
Lavorare velocemente, fare una palla e metterla in frigo coperta con un canovaccio per almeno mezz’ora.
Sbattere i tuorli con metà zucchero ed unire la maizena alla fine quando sono ben montati.
Far bollire il latte con il restante zucchero, la scorza d’arancia e la vaniglia.
Versare metà latte nel composto di uova, mescolare e rimettere il tutto nel latte rimasto. Portare a ebollizione rimestando e dopo pochi minuti toglierla dal fuoco e far raffreddare.
Stendere la pasta nella tortiera risalendo bene sui bordi, con gli avanzi di pasta formare dei cuoricini.
Bucherellare il fondo della pasta frolla, stendervi mezzo vasetto di marmellata d’arance riscaldata per facilitare l’operazione.
Riempire con la crema pasticcera fredda e mettere in forno  a 170° per circa 30 minuti. Togliere la crostata dal forno, quando è fredda spalmarvi sopra la rimanente marmellata d’arance e decorare con i cuoricini


14 commenti:

  1. Laa polenta è fatta con farina di Storo, vero?

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    1. ehiiiiiiiii che occhio lungo!! ;) Sì è farina di Storo perché la nostra è macinata troppo fine per i miei gusti.
      Buon fine settimana!

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  2. Risposte
    1. Grazie Giulia! Buon Primo Maggio!

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  3. che bel menù! grazie per aver condiviso con noi i tuoi ricordi :)

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  4. Al di là delle ricette, sono stata colpita piacevolmente da quello spaccato molto bello e toccante, per me che ho perso una cara nonna da poco, di tua nonna, tanto che per certi aspetti, ho ritrovato alcune cose comuni nel tuo racconto. Grazie per questo racconto bello, scorrevole, simpatico, che ho letto piacevolmente.

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    1. Cara Emanuela, mia nonna è mancata da 40 anni ma ho sempre vivissimo il suo ricordo.
      Ti abbraccio

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  5. bello leggere sia ricette che ricordi, scrivi con il cuore Bruna, ti abbraccio forte, buona domenica !

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    1. Chiara carissima ti ringrazio molto e ti abbraccio.
      Buon Primo Maggio

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  6. Che bel racconto, Bruna!
    Sai, la mia mamma, quando venivamo su a Samolaco a Pasqua, andava in giro a raccogliere le piantine giovani di tarassaco che lei chiamava "insalata matta" e le serviva proprio in insalata con le uova sode!

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  7. beh per il mio compleanno non mi dipiacerebbe un bel menù cosi, auguri
    le uova con il tarassaco la mia preferita

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    1. Caro Günther sul Maloja penso che si possano ancora trovare dei germogli di tarassaco se non c'è la neve.
      Grazie!!

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