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mercoledì 30 agosto 2017

Confettura di pere alle spezie - metodo Ferber

Da quando ho comperato i libri di M.me Ferber non riesco più a preparare delle confetture normali, mi vien sempre voglia di aggiungere qualcosa, di sperimentare nuovi abbinamenti quindi per la serie  'a famo strana, questa è la


Confettura di pere alle spezie 



Ingredienti:
kg 1,400 di pere Williams ( 1 kg netto)
800 g di zucchero 
1/2 guscio di vaniglia
1/2 anice stellato
1 pezzetto di stecca di cannella
3 bacche di cardamomo
il succo di un piccolo limone

Preparazione:
Il 1° giorno
Sbucciare le pere, togliere i gambi, tagliarle a metà, togliere il torsolo e tagliarle in quarti quindi a lamelle sottili di 2 mm di spessore.
Alle lamelle di pere nella ciotola unire lo zucchero, il mezzo guscio di vaniglia tagliato per la lunghezza, i semi dell'anice stellato, un pezzetto di stecca di cannella, i semi tolti dalle tre bacche di cardamomo precedentemente schiacciate ed il succo di limone, coprire con un foglio di carta forno e lasciar macerare per un'ora. 
Versare quindi questa preparazione nella pentola di cottura e portare al fremito mescolando delicatamente.
Travasare in una ciotola, coprire con un foglio di carta forno e conservare in frigo per una notte.

Il 2° giorno
Versare la preparazione nella "bassine" di rame e portare ad ebollizione mescolando delicatamente
Mantenere la cottura a fuoco vivo per 10 minuti circa mescolando continuamente e schiumando se serve.
Verificare la consistenza  della confettura depositando qualche goccia su un piattino freddo: essa deve leggermente gelificare.
Togliere il guscio di vaniglia, la cannella ed il fiore o semi di anice stellato, allontanare la bassine dal fuoco e mettere la confettura nei vasi precedentemente sterilizzati in forno. 
Chiudere e rovesciarli per ottenere il sottovuoto, quindi conservarli al fresco e al buio.
Oltre che in accompagnamento a biscotti al cioccolato è ottima anche abbinata a formaggi  semigrassi di media stagionatura tipo il Casera.


Con questa ricetta partecipo alla Giornata nazionale dell'Anice del Calendario del cibo italiano

domenica 27 agosto 2017

Confettura di susine al Moscato e vaniglia

Chiara eccomi, ogni promessa è un debito, te l'ho fatta sospirare un po' questa ricetta ed ora finalmente sono riuscita a scriverla. Io l'ho preparata con il vino Moscato perché quello avevo in frigo, la Ferber suggerisce come solito il Gewurztraminer alsaziano, che è abboccato ed aromatico quindi ho pensato che il mio Moscato poteva andare, in effetti è risultata una buona confettura.
Non sto a raccontarvi i numerosi effetti benefici delle  susine e delle prugne che, a quanto ho letto sui dizionari, non sono la stessa cosa: quando il frutto è fresco si chiama susina, quando è secco si chiama prugna, un'avvertenza però è d'obbligo: mai aprire il nocciolo delle prugne in quanto al contatto con l'umidità dell'aria libera acido cianidrico, dannoso per la salute.
Con questa confettura partecipo alla Giornata nazionale delle prugne e delle susine  del Calendario del cibo italiano

Confettura di susine al Moscato e vaniglia


 Ingredienti:
kg 1,200 di susine mature ma ancora sode
(snocciolate devono raggiungere 1kg di peso)
Kg 1 di zucchero (900 g)
300 g di vino moscato fermo (30 cl)
Il succo di 1 limone piccolo,
2 bacche di vaniglia
Preparazione:
Lavate le susine, asciugatele in un panno, tagliatele a metà e snocciolatele.
Mescolatele con lo zucchero, il succo di limone, le bacche di vaniglia incise per la lunghezza e lasciatele macerare per 1 ora coperte con un foglio di carta da forno. 
Versate le susine preferibilmente in una bassine (casseruola di rame non stagnata) e portate quasi ad ebollizione,il composto deve “fremere” ma non bollire. Spegnete e versate in una terrina. Coprite di nuovo con la carta da forno a contatto con frutta e lasciate riposare per una notte intera al fresco in frigorifero.
L’indomani portate questa preparazione all'ebollizione nella bassine di rame e mantenete la cottura a fuoco vivo per 5 minuti rimestando delicatamente e schiumando di tanto in tanto. 
Aggiungete il vino moscato e riportate all'ebollizione su fuoco vivace per 5 minuti circa mescolando delicatamente. La confettura dovrebbe aver raggiunto 104/ 105°. Schiumate di nuovo ed eliminate la bacca di vaniglia. 
Verificate la consistenza della confettura con la prova piattino quindi versatela in barattoli di vetro precedentemente sterilizzati in forno a 130° per 15 minuti.


mercoledì 31 agosto 2016

Confettura di cipolle rosse di Tropea con zeste d'arancia e limone

Ovvero come far scappare il marito, sopratutto se la si prepara alle 7 del mattino ;)
Mi sono trattenuta per una settimana poi ho ceduto e di buonora mi sono messa ad affettare cipolle, peraltro dolcissime, non ho nemmeno pianto una lacrima! Ho rifatto la mia imitazione di una confettura che avevo comperato, della ditta Le Tamerici, buonissima, la migliore mai mangiata a mio parere. Ho dedotto le quantità da alcune percentuali degli ingredienti che ci sono sul vasetto e voilà, ecco la mia per niente male

Confettura di cipolle rosse di Tropea con zeste d'arancia e limone



Ingredienti 
per 5 vasetti da 150 ml
1 chilo di cipolle rosse di Tropea
500 grammi di zucchero semolato
1 pizzico di sale
1 limone e 2 arance non trattate
2 cucchiai di uva passa

Procedimento
Mettere a bagno il limone e le arance in acqua e bicarbonato per alcune ore, poi spazzolarli, sciacquarli ed asciugarli. Mettere l’uvetta a rinvenire in acqua tiepida.
Tagliare a fette sottili le cipolle e mescolarle allo zucchero,al sale, al succo ed alla buccia di mezzo limone, la buccia delle 2 arance e le uvette ammollate.

Lasciarle a macerare per 3 o 4 ore circa, si formerà una specie di acquetta e le cipolle tenderanno a diventare trasparenti.

Mettere sul fuoco in una pentola di acciaio o di rivestimento ceramico e far cuocere circa 30 minuti, o un pochino di più, dall'ebollizione .Deve restare piuttosto liquidino, tanto raffreddando si sistema. Ho usato la bassine di rame e mi sono accorta che non va bene perché evaporano i liquidi troppo in fretta ed ho dovuto aggiungere acqua. 

Invasare bollente e far sterilizzare 30 minuti.
Si accompagna molto bene a formaggi stagionati o saporiti, qui è con un pecorino sardo da sballo, oppure ad arrosti di maiale o di selvaggina, petto d'anitra, costolette d'agnello, ed ho letto anche ad un carpaccio di tonno. Non resta che provare.

giovedì 18 agosto 2016

Confettura di pesche saturnine e frutti della passione (metodo Ferber)

Questa è la prima confettura di pesche della stagione perché non avevo ancora trovato dei bei frutti maturi al punto giusto e saporiti, sapevano sempre di acqua, come le albicoccche, ma la settimana scorsa dal mio solito fruttivendolo c'erano delle bellissime pesche saturnine a pasta bianca molto grosse. Ingolosita ne ho presi un paio di chili e prima di arrivare alla cassa mi è caduto lo sguardo su alcuni frutti della passione, per i quali ho una predilezione particolare, me li sono immaginati in confettura con le pesche già profumate di loro e cosa vi devo dire... l'ho fatta! Buona buona...

Confettura di pesche saturnine e frutti della passione


Ingredienti per 4 vasi da 250 ml:
1,200 Kg di pesche saturnine ( 1 kg al netto)
10 frutti della passione
700 g di zucchero
il succo di mezzo limone

Procedimento:
Immergete le pesche minuto in una casseruola di acqua bollente. Raffreddatele in un bagno di acqua molto fredda.
Pelatele, snocciolatele e tagliatele in lamelle spesse circa 4 mm.
Dividere a metà i frutti della passione ben lavati e con l'aiuto di un cucchiaino raccogliere il succo ed i semi.

In una pentola da marmellata, mescolate le lamelle di pesche, il succo e i semi dei frutti della passione, lo zucchero ed il succo di limone.

Portate al fremito prima dell’ebollizione poi versate tutto in una terrina. Coprite con un foglio di carta forno e mettete in fresco per una notte o 12 ore.
L'indomani versate il composto nella bassine, portate ad ebollizione a fuoco vivo per sette minuti circa rimestando delicatamente e schiumando.
Verificate la densità con la prova piattino, quindi mettete la confettura nei vasi (sterilizzati 10 minuti nel forno a 130°) e chiudete. Capovolgete i vasi per fare il sottovuoto, raddrizzateli quando sono tiepidi e conservate al buio.

domenica 31 luglio 2016

Fichi caramellati profumati alle spezie ( terza versione)

Questi per me sono i migliori! Ormai sono anni che li preparo ed ogni volta apporto qualche variazione, sempre alla ricerca di abbinamenti, sapori e profumi nuovi. Ma se provassi a non mettere acqua... se usassi solo marsala o porto... e la cannella... e il cardamomo... e l'anice stellato? Tra un se e una prova sono arrivata a questa terza versione che non credo cambierò più. Le prime due versioni le trovate qui


Fichi caramellati profumati alle spezie



Ingredienti:
1 kg di fichi

100 ml di aceto di mele al 5% di acidità  
200 ml di marsala semi dolce, sarebbe meglio quello dolce
600 g di zucchero per bilanciare il semi dolce del marsala
buccia di limone
mezza stecca di vaniglia
un pezzetto di scorza di cannella
1 anice stellato
i semi di due bacche di cardamomo schiacciate

Procedimento:
Mettere i fichi per ritto in un tegame che li contenga in un unico strato. 
















Coprirli con lo zucchero, l'aceto e il marsala, aggiungete le spezie ed alcune striscioline di scorza di limone. Far bollire lentamente fino a quando il liquido non sarà sciropposo e di un bel colore ambrato (dipende dalla forza del fornello, si va intorno alle 2 ore circa).


Volendo si può aggiungere un po' di rum alla fine, invasare in vasi sterilizzati in forno a 130° per 10/15 minuti , capovolgerli per il sottovuoto e riporli al buio in dispensa o in cantina. Non serve sterilizzare successivamente i vasi sia per il contenuto di zucchero che di aceto, tutti e due ottimi conservanti. 
Devono riposare per circa tre mesi, quindi se li fate a settembre per Natale sono pronti! 
Sono molto buoni con il gorgonzola ma anche con altri formaggi sia stagionati che freschi, con il gelato oppure con una panna cotta,una mousse, panna liquida o montata.
Se vi avanza del liquido di cottura mettetelo in vasetti come avete fatto per i soli fichi, potete usarlo con i formaggi, con i dolci, oppure nello yogurt della colazione, se è stato ben ristretto forma una bella gelatina ambrata da servire con i fichi stessi.
Provateli, danno dipendenza!

martedì 26 luglio 2016

Confettura di albicocche e mandorle metodo Ferber

Finalmente ho trovato delle albicocche non dico bellissime e buonissime ma decenti ed ho pensato di provare questa confettura che non avevo mai fatto. Visto che le albicocche non erano molto sugose, ho abbassato la temperatura di cottura a 103° del termometro a sonda, se avete il caramellometro meglio, ed ho lasciato anche la buccia alle albicocche perché volevo le metà ben definite. Confettura ottima, la Ferber consiglia di utilizzarla in una frolla sablè che farò prossimamente.


Confettura di albicocche e mandorle metodo Ferber


Ingredienti:
1,150 kg albicocche, mature ma ancora sode
(snocciolate devono raggiungere 1kg di peso)
800 g zucchero
200 g acqua
Il succo di ½  limone piccolo,
100 g di mandorle a lamelle o a filetti
1/2  bacca di vaniglia o 1 cucchiaio di estratto casalingo
qualche mandorla d'albicocca

Preparazione:
Lavate le albicocche, asciugatele in un panno, tagliatele a metà e snocciolatele. 
Mescolatele con lo zucchero, l’acqua, il succo di limone, la bacca di vaniglia incisa per la lunghezza (o l'estratto) e lasciatele macerare per 1 ora coperte con un foglio di carta da forno. 

Versate le albicocche preferibilmente in una casseruola di rame non stagnata (bassine a confiture) e portate quasi ad ebollizione, il composto deve “fremere” ma non bollire. Spegnete e versate in una terrina. Coprite di nuovo con la carta da forno a contatto con frutta e lasciate riposare per una notte intera al fresco in frigorifero. 

L’indomani versate le albicocche in un colino foderato con una garza leggera, sbucciatele, tagliatele a pezzi se sono grosse e tenetele da parte. Nel frattempo versate lo sciroppo raccolto in una casseruola, portatelo a ebollizione, schiumando e proseguendo la cottura fino a 105°C (a questa temperatura comincia ad addensarsi).

Unite allora le albicocche sbucciate e le mandorle a filetti o a lamelle. Riportate a bollore e fate cuocere a fuoco vivo per circa 5 minuti rimestando delicatamente e schiumando di tanto in tanto. Eliminate la bacca di vaniglia. 

Verificate la consistenza della confettura con la prova piattino quindi versatela in barattoli di vetro precedentemente sterilizzati in forno a 130° per 15 minuti.Disponete una mandorla d'albicocca intera e chiudete.

Rompete con uno schiaccianoci i noccioli d'albicocca e togliete le mandorle, Tuffatele in acqua bollente per togliere la pellicina quindi fatele ribollire una seconda volta prima di aggiungerle alla confettura.
Nella ricetta le mandorle amare d'albicocca sono messe per abbellire la confettura, volendo si possono omettere.

lunedì 2 maggio 2016

Confettura di fragole Candonga ai frutti della passione - metodo Ferber

Rieccomi... finalmente i piccoli acciacchi che mi hanno tenuta lontana dal blog stanno migliorando e quindi torno proponendovi questa profumatissima confettura.
Ho adocchiato al banco ortofrutta delle fragole Candonga mature al punto giusto, sinceramente sarebbe stato un gran peccato lasciarle lì, e mi sono affrettata a metterne alcuni cestini nel carrello.
Secondo me sono le fragole migliori sia come sapore che come consistenza, infatti non mi hanno deluso nemmeno questa volta, ce le siamo mangiate con gusto e ne ho anche salvate dalla bocca golosa di mio marito per fare questa ottima

Confettura di fragole Candonga ai frutti della passione



Ingredienti:
900 g di fragole (al netto degli scarti) ( io 1 Kg)
10 frutti della passione
900g zucchero ( io 800 g)
il succo di 1 limone
200 g di succo di mela verde (pectina di mele)

Procedimento:
I° giorno
Lavare velocemente le fragole, asciugarle in un telo, tagliarle a metà e metterle in una capiente ciotola di vetro o di ceramica.

Aggiungere lo zuccheroe il succo del limone, mescolare, Coprire con carta forno e lasciare macerare per tutta la notte in frigo.

II° giorno
Il secondo giorno dividere a metà i frutti della passione e con l'aiuto di un cucchiaino raccogliere il succo ed i semi.
Versare le fragole macerate in un colino fine e raccogliere lo sciroppo nella pentola portandolo all'ebollizione, schiumare e proseguire la cottura a fuoco vivo. Lo sciroppo deve concentrarsi fino ai 110° del termometro.
Aggiungere allora le fragole semicandite, il succo e i semi dei frutti della passione, il succo ( pectina) di mele e portare nuovamente all'ebollizione.
Schiumare e proseguire la cottura a fuoco vivo per per cinque minuti circa rimestando delicatamente.
Schiumare ancora se serve. Verificare la consistenza, le fragole dovranno essere traslucide come candite. Mettere immediatamente nei vasi sterilizzati, tappare e capovolgerli per ottenere il sottovuoto.


domenica 21 febbraio 2016

Marmellata di cedri

Il mio solito "spacciatore" di agrumi naturali al mercato in Pratogiano ( Francesco Marino con i prodotti coltivati dal padre in Sicilia) sabato scorso aveva dei bei cedri. Vederli e pensarli in marmellata è stato tutt'uno, ma come farla? Sicuramente con il metodo inglese, è quello che preferisco per gli agrumi con semi, e nella fattispecie preferisco quello che ho usato per preparare la " Oxford marmalade" quindi mi metto all'opera. Mi accorgo però, tagliando il primo, che questi cedri hanno pochissimi semi... accidenti... ed ora? Non disperiamoci, si passa all'opzione B: spremo i cedri, tolgo dalle semisfere tutti i residui di pellicine e polpa e li metto a macerare assieme a quei tre semi che ho recuperato spremendoli pensando che anche loro producono pectina. L'ho indovinata! Non avevo mai assaggiato la marmellata di cedri e devo dirvi che è buonissima! Ecco il risultato, 

Marmellata di cedri

Ingredienti per 8 vasetti da 250 ml.
cedri  1 kg
acqua litri 2,5
zucchero kg 2,1

Procedimento:
Primo giorno:
Spazzolare i cedri sotto acqua corrente fredda e asciugarli,  dividere a metà i frutti, spremerli e versare man mano il succo in una ciotola grande e resistente alle alte temperature. 
Rimuovere i semi mettendoli in una ciotola più piccola ed aggiungervi le pellicine tolte da ogni mezzo cedro. Tagliare a metà le scorze lasciando anche tutto l'albedo, la parte bianca, che nei cedri è piuttosto spesso, quindi affettarle sottili con la mandolina.

Riunire le strisce di scorza  al succo nel capiente contenitore resistente alle alte temperature ed i semi e le pellicine in un contenitore dello stesso tipo, più piccolo.
Far bollire l’acqua e versarne 600 ml. nel contenitore con i semi e il resto in quello grande.
Coprire tutto con un telo e lasciare in macerazione una notte.

Secondo giorno
Mettere il contenuto del contenitore più grande nel recipiente di cottura, versarvi attraverso un passino fine il contenuto della ciotola più piccola, utilizzando la stessa acqua di macerazione per rimuovere dai semi la gelée trasparente che si è formata nella notte, è la preziosa pectina che userete nella marmellata.

Si possono utilizzare anche i semi messi in sacchetto di garza chiuso con uno spago e legato ad un manico della pentola di modo da sospendere il fagottino nel preparato in cottura.
Portare e bollore e sobbollire a fiamma dolce per poco meno di due ore mescolando ogni tanto, fino a quando le scorze saranno molto morbide. Più a lungo procederete in questa bollitura più scura risulterà la marmellata. Tenete d’occhio la consistenza e se si asciugasse troppo aggiungete altra acqua preferibilmente bollente.Regolate la fiamma a fuoco dolce e aggiungete, progressivamente, lo zucchero e mescolare con cura fino a quando non sia completamente sciolto.

E’ importante che il composto non raggiunga l’ebollizione prima della soluzione dello zucchero, che, in questo caso, cristallizzerebbe. Sobbollire molto dolcemente fino a quando la marmellata non raggiunga il colore desiderato, quindi alzare la fiamma e bollire fortemente per ulteriori 10-15 minuti, mescolando quando necessario fino al raggiungimento della consistenza ottimale. 
Ho usato il termometro a sonda ed ho spento quando la temperatura del composto è arrivata a 104° perché la densità mi sembrava quella giusta..

Invasare come solito in vasi sterilizzati da vuoti in forno a 130° per 10/15 minuti, riempirli fino a un centimetro dall'orlo e chiudere con coperchi sempre nuovi, per non correre il rischio che la marmellata si deteriori, quindi capovolgerli per ottenere il sottovuoto.

sabato 30 gennaio 2016

Marmellata d'arance amare Oxford marmalade

Da quando ho scoperto, al mercato in Pratogiano, la bancarella di Francesco Marino con i prodotti coltivati dal padre in Sicilia mi è tornata la voglia di produrre le marmellate di agrumi.
Tra le mie preferite c'è la Marmellata d'arance amare "Daddy's Seville Orange , queste arance non sono molto buone da mangiare ma per le marmellate preparate con il metodo inglese sono strepitose!
Questa volta ho provato la Oxford marmalade che la mia amica Claudia ha tradotto dal libro "Sensazional Preserves" e che gentilmente ha messo a disposizione di tutti nel suo blog .
Questo è il mio risultato per la


Oxford marmalade


Ingredienti:
arance amare  1 kg
acqua litri 2,5
zucchero kg 2,1

Procedimento:

Primo giorno:
Spazzolare le arance sotto acqua corrente fredda, asciugarle, sbucciarle a tagliare la buccia, incluso l’albedo  (la parte bianca sotto la buccia), a strscioline. Dividere a metà i frutti sbucciati, rimuovere i semi mettendoli da parte. quindi sminuzzare piuttosto finemente.
Riunire i frutti e le strisce di scorza in un un capiente contenitore resistente alle alte temperature ed i semi in un contenitore dello stesso tipo, più piccolo.
Far bollire l’acqua e versarne 600 ml. nel contenitore con i semi e il resto in quello grande.
Coprire tutto con un telo e lasciare in macerazione una notte.

Secondo giornoMettere il contenuto della terrina più grande nel recipiente di cottura, versarvi attraverso un passino fine il contenuto della terrina più piccola, utilizzando la stessa acqua di macerazione per rimuovere dai semi la gelée trasparente che si è formata nella notte, è la preziosa pectina che userete nella marmellata.
Si possono utilizzare anche i semi messi in sacchetto di garza chiuso con uno spago  e legato ad un manico della pentola di modo da sospendere il fagottino nel preparato in cottura.
Portare e bollore e sobbollire a fiamma dolce per due ore circa mescolando ogni tanto, fino a quando le scorze saranno molto morbide. 
Più a lungo procederete in questa bollitura più scura risulterà la marmellata. Tenete d’occhio la consistenza e se si asciugasse troppo aggiungete altra acqua preferibilmente bollente.
Regolate la fiamma a fuoco dolce e aggiungete, progressivamente, lo zucchero e mescolare con cura fino a quando non sia completamente sciolto.
E’ importante che il composto non raggiunga l’ebollizione prima della soluzione dello zucchero, che, in questo caso, cristallizzerebbe.

Sobbollire molto dolcemente fino a quando la marmellata non raggiunga il colore desiderato, quindi alzare la fiamma e bollire fortemente per ulteriori 15-20 minuti, mescolando quando necessario fino al raggiungimento della consistenza ottimale.
Claudia raccomanda: 
"NB: le marmellate di agrumi giocano sempre il solito scherzo della solidificazione successiva, a voi sembra ancora liquida, la marmellata, e invece è più che pronta, non fidatevi del solo termometro da zucchero e nemmeno della prova piattino, fidatevi della vostra esperienza (o della mia .-))) visti gli scacchi miei pregressi con la consistenza di queste conserve dispettose.
Invasare come solito in vasi sterilizzati  da vuoti in forno a 130° per 10/15 minuti, riempirli fino a un centimetro dall'orlo e chiudere con coperchi sempre nuovi, per non correre il rischio che la marmellata si deteriori, quindi capovolgerli per ottenere il sottovuoto.

venerdì 22 gennaio 2016

Arista di maiale disossata con confettura di rabarbaro e mele al Gewurztraminer e zenzero

Mi sa che vi ho già detto tutto nel titolo alla Wertmuller per questo piatto


In ogni caso questi sono gli 

ingredienti per 4 persone:1 kg di arista di maiale disossata
1 spicchio d'aglio
un rametto di rosmarino, timo ed origano
olio extravergine di oliva
1 dl di vino bianco
sale e Pesteda o pepe

Preparazione:
Ho massaggiato il pezzo di carne con un trito di rosmarino, timo, origano, pesteda e sale, l'ho fatto rosolare bene su tutti i lati in una teglia con olio e uno spicchio d'aglio quindi ho sfumato con vino bianco ed ho messo la teglia in forno preriscaldato a 100°. Per la carne preferisco la cottura a medio/bassa temperatura, risulta sempre un arrosto tenerissimo. 

Uso sempre il termometro a sonda per non sbagliare la cottura, ho letto che è meglio infilare la sonda lateralmente nel pezzo di carne e così ho fatto. Termometro puntato sui 65° al cuore.
Dopo circa 3 ore l'arrosto era pronto, tenerissimo e bello mostoso.
L'ho accompagnato alla confettura di rabarbaro e mele con gewurztraminer e zenzero, ci stava proprio bene.


Ora scrivo come ho fatto la confettura.

Confettura di Rabarbaro, mela, Gewurztraminer e zenzero

Ingredienti:
500 g di Rabarbaro, o 400 G netti 
500 g di mele Granny Smith,o 400 g netti 
800 g di zucchero Cristallizzato 
200 g di Gewurztraminer (20 cl) 
il succo di un piccolo limone 
un pezzetto di zenzero fresco grattugiato (quanto vi piace)

Preparazione:
Sciacquate il rabarbaro con l'acqua fresca, togliete i filamenti, tagliate i gambi in due nella lunghezza e poi in piccoli dadi. 
Sbucciate le mele, tagliatele in due, svuotatele e tagliatele in piccoli dadi. 
In una terrina, mescolate i frutti così tagliati, lo zucchero, il gewurztraminer ed il succo di limone. 
Coprite di un foglio di carta forno e lasciate macerare al fresco per una notte.
L'indomani versate questa preparazione in un colino e raccogliete il succo. 
In una pentola da marmellata, portate lo sciroppo raccolto all'ebollizione, schiumate e proseguite la cottura a fuoco vivo. 
Lo sciroppo va portato a 105 °C al termometro da zucchero. 
Aggiungete allora i pezzi dei frutti macerati, portate di nuovo all'ebollizione a fuoco vivo. 
Schiumate e riportate all'ebollizione per cinque/dieci minuti rimestando delicatamente. Verificate la densità con la prova piattino. 
Mettete subito la vostra confettura nei vasi sterilizzati e chiudete.
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