Visualizzazione post con etichetta Selvaggina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Selvaggina. Mostra tutti i post

sabato 21 dicembre 2013

Pranzo di Natale 2009 Il nostro Natale con annessi e..sconnessi

    Gli annessi sarebbero i giorni pre e post, ma gli sconnessi ...bè, sono solo io la sconnessa.
    Mi sto accorgendo con gran dispiacere di non essere più come una volta.
    Del resto passano gli anni e le ingiurie del tempo... 
    Vabbè...torniamo al Natale.
    Deciso il menù, dopo una strenua disputa con Roby che voleva l'eterno Gran Bollito, parto con le preparazioni.
    Attacco coi volatili 
    Il cappone bollito nella nostra famiglia è tradizione mangiarlo ripieno la sera della vigilia, però il brodo lo si usa a Natale.
    A me piace disossarlo perché nel servirlo le fette vengono molto meglio.
    Però lascio le ossa alle ali e alle cosce affinché mantenga la forma di volatile.
    Questa volta non l'ho fotografato, vi metto il procedimento.

    Cappone ripieno bollito

    Ingredienti per 4/6 persone: un cappone di circa 1,2 kg., 200 gr. di polpa di vitello, 50 gr. di prosciutto, 20 gr. di burro, 100 gr. di parmigiano-reggiano, due cucchiai di pane grattugiato, due uova, un tartufo (ho usato un vasettino di burro al tartufo bianco), una manciata di prezzemolo, una cipolla, una carota, una costa di sedano, sale e pepe q.b.. 

    Fiammeggiate, lavate, pulite e asciugate bene anche all'interno il cappone. 
    Disossatelo se lo ritenete opportuno.
    Preparate un ripieno abbastanza consistente, mescolando in una terrina la polpa di vitello macinata, il prosciutto, il burro, il pane e il parmigiano-reggiano grattugiati, il tartufo fatto a dadini, il prezzemolo tritato, l'uovo sbattuto, il sale e il pepe. 
    Lasciate riposare per 30 minuti in frigorifero e poi, attraverso un taglio praticato nel ventre, infilatelo nel cappone. Ricucite la pelle e adagiate il cappone in una pentola con abbondante acqua bollente, salata e aromatizzata dalle verdure tagliate a pezzi. Fate cuocere per circa due ore.
    Si serve con mostarda di Cremona e patate bollite.

    ...e fin qui tutto bene.

    Son poi passata all'anitra.
    Come la faccio...come non la faccio...
    Consulto libri e libroni...scelgo Girardet, il grande chef francese, la sua anitra speziata agli agrumi mi sconfinfera.
    Spalmo miele, spezie pestate, senape, rispalmo, faccio marinare, faccio filetti di buccia di limone e d'arancia, spremo il succo, trito bucce e prezzemolo...
    Inforno l'anitra che è ormai notte fonda.
    Intanto preparo il dessert, interrompendomi ogni 5 minuti per spennellare d'intingolo l'anitra.
    Sembra bella, ha raggiunto un bel colore dorato e lucido, una bella laccatura insomma.
    Spengo il forno, apro lo sportello e...perché non la tolgo??
    In poche parole: lo sportello mi si è richiuso inavvertitamente nel lavare il pavimento e l'anitra è bruciata!
    Morale
    Non cucinare alla una di notte quando si è già stanchi e si ha sonno.

    Questa è la mia tavola di Natale



    quest'anno bianca e rossa

    questo è il menù 
    Aperitivo con stuzzichini della pasticceria Mastai

    Antipasto:
      Croissant con Patè d'anatra e Kiwi



      Ingredienti per 8 persone:
      16 croissant salati
      2 petti d'anatra (circa 600 gr)
      400 gr di fegato di vitello
      2 scalogni
      3 foglie di salvia
      2 foglie di alloro
      1 dl di Cognac 1 dl di Sherry
      350 gr di burro
      4 kiwi maturi
      3 dl. di latte
      sale, pepe

      Procedimento:
      Tagliare il fegato a dadini, metterlo in una ciotola, coprirlo con il latte e lasciarlo ammorbidire in frigorifero per almeno 2 ore.
      Eliminare la pelle e e il grasso al petto d'anitra e tagliarlo a listarelle non troppo sottili.
      Sbucciare gli scalogni, affettarli e farli appassire in una padella con 50 gr di burro. Quando saranno leggermente imbionditi, aggiungere l'anatra e farla appena rosolare, bagnare con il latte del fegato e lasciar evaporare a fuoco vivo. Unire quindi la salvia, l'alloro e il fegato e lasciar insaporire velocemente il tutto.
      Sfumare con il Cognac e lo Sherry e farli evaporare.
      Regolare di sale e pepe, mettere il coperchio, abbassare il fuoco e proseguire la cottura per 10'.
      Lasciar raffreddare ed eliminare gli aromi. Frullare l'intingolo di fegato e anatra al mixer con il burro ammorbidito a temperatura ambiente. Regolare di sale e pepe e trasferire il patè in frigorifero per almeno 2 ore, finché risulterà ben addensato e spalmabile.
      Volendo si può mettere il patè in una tasca da pasticcere con la bocchetta a stella per farcire i croissant.
      Sbucciare i kiwi e tagliateli a fettine sottili. Dividere i croissant a metà , come per preparare dei panini o dei sandwiches, e scaldarli leggermente in forno.
      Mettere il patè , decorare con le fettine di kiwi, richiuderli e servirli immediatamente, finché sono ancora tiepidi, accompagnando con fettine di Panun de Natal e di cachi.


      Primo:
      Cappelletti in brodo di cappone



      Secondo:
      Carrè di maiale alle mele e ribes



      Ingredienti per 8 persone:
      1 carrè di maiale (circa 2,5 kg)
      200 gr di fettine di pancetta stesa
      8 scalogni
      8 mele
      250 gr di ribes rosso maturo
      1 Litro di vino bianco amabile
      4 dl di brodo di carne
      1,5 dl di Armagnac o Cognac
      3 cucchiai di zucchero
      3 chiodi di garofano
      burro
      3 cucchiaini circa di fecola di patate
      3/4 cucchiai di olio extravergine di d'oliva
      sale, pepe

      Procedimento:
      Se avete un macellaio disponibile e gentile come il mio fate preparare il carrè di maiale con le ossa ben pulite, fasciato con le fettine di pancetta e legato tutt'intorno con spago da cucina, altrimenti fatelo voi.



      Avvolgete gli ossi sporgenti con foglietti di alluminio. Fatelo rosolare in una casseruola con l'olio e 60 gr di burro e aggiungete gli scalogni sbucciati ed affettati.
      Bagnate con il brodo bollente e cuocete in forno già caldo a 200° per circa 40'.
      Bagnate più volte l'arrosto con il suo fondo di cottura, regolate di sale e pepe, coprite con un foglio di alluminio e cuocete per altri 30' circa a 180°.
      Togliete il foglio di alluminio e lasciate cuocere ancora per 30', aggiungendo qualche cucchiaio di brodo bollente, se necessario.
      Lavate e asciugate le mele, privatele del torsolo e riempite ciascuna con una noce di burro.



      Trasferitele in una casseruola e versatevi il vino, lo zucchero e i chiodi di garofano.
      Portate a ebollizione, mettete il coperchio e fatele cuocere a fuoco basso per circa 15', finché risulteranno tenere, ma ancora consistenti.
      A cottura ultimata togliete il carrè dalla casseruola e tenetelo in caldo.
      Versate il fondo di cottura in una padella e unite il ribes e l'Armagnac o Cognac.
      Diluite la fecola con 2 cucchiai di acqua e versatela nella padella.
      Mescolate bene e lasciate restringere leggermente la salsa.
      Disponete il carrè caldo in un piatto da portata, contornatelo con le mele farcite con la salsa di ribes e servite.

      Dolce:
      Fondente di cioccolato ai marron glacé con salsa al rum



      Ingredienti per 4 persone:
      300 gr di panna fresca
      120 gr di cioccolato fondente
      30 gr di cacao amaro
      8 marron glacé
      80 gr di burro, 2 tuorli d'uovo
      80 gr di zucchero a velo

      Procedimento:
      Fate fondere il cioccolato in una piccola casseruola con burro a bagnomaria.
      Montate i tuorli con lo zucchero finché il composto sarà chiaro e spumoso e incorporategli il cioccolato fuso.
      Mescolate bene e unite il cacao e i marron glacé sbriciolati finemente.
      Montate la panna e incorporatela delicatamente al composto: versate il tutto in uno stampo rivestito di garza oppure negli stampini singoli al silicone, livellate bene la superficie e trasferite in freezer finché' il fondente si sarà solidificato.
      30' prima di servire sformate il dolce, eliminate la garza e lasciate a temperatura ambiente.
      Se sono stampini individuali basta sformarli 10' prima nei piatti, decorandoli con una salsa al rhum e dei marron glacé.

      Salsa al cioccolato bianco e rumdi Giuliana con una mia variazione

      2 dl. panna fresca
      100 gr cioccolato bianco
      1/2 cl rum
      1 cucchiaino di maizena

      Portare a ebollizione la panna, aggiungere il cioccolato bianco spezzettato e quando è sciolto unire il rum. Aggiungere la maizena sciolta in due cucchiai d'acqua fredda, mescolare e lasciar raffreddare.


      Dimenticavo...
      Prima del dolce si son voluti provare dei formaggi strepitosi e dopo il dolce l'immancabile panettone.
      Quest'anno era superbuonissimo, è arrivato nientemeno che da... Bologna!
      Dal famoso pasticcere Fabbri, il miglior pasticcere dell'anno.
      Insomma...tra una chiacchiera e un assaggio di datteri, di caffè alle cinque della tarde eravamo ancora a tavola...
      Per fortuna che ho fatto solo una portata per tipo

giovedì 17 gennaio 2013

Anitra al mandarino interpretando Alajmo

Avevo un'anitra…
Sembra la canzone di Jannacci
- Avevo un'anitra...
- Sa te ghèt cuse`? 
- L'a g'ha un'anitra...
- Ah, beh; si`, beh. 
- Un'anitra lacrimava nel mezzo del laghetto
  ed ogni go, ed ogni goccia andava... 
- Deren't al làag? 
- Si`, che tutto l'annacquava! 
- Pover anidrin
- E povero anche il lago
- Ah, beh; si`, beh. ....


Scusate mi sono fatta prendere dalla musica 
Ma l’anitra ce l’avevo per davvero in frigor.
Problema:
Come la cucino?
Arrosto, no … con i funghi e le patate, no … all'arancia, scontata … allora?
Allora mi avvicino alla libreria, l’occhio cade sul librone di Alajmo “In gredienti”.
L’avevo letto con ingordigia, bellissimo, troppo bello, preparazioni splendide, irraggiungibili.
L’ho lasciato sedimentare per un bel po' ed ora perché mi viene di prenderlo?
Scorro l’indice delle ricette, ecco qui: "Anitra al mandarino".
Mica male come idea, chissà come sarà?
Mal me ne incolse, galeotto fu il libro e pure l’anitra.
L’ho cucinata seguendo alcuni procedimenti suggeriti da Massimiliano Alajmo, non tutti: la mia cucina e le mie capacità non sono alla Sua Altezza.
Però le tecniche di cottura sono da tener presenti.
Ultimamente tutti i grandi chefs stanno attuando una cucina attenta alla salute ed allo star bene.
Purtroppo però, per dotare le nostre cucine delle attrezzature adatte ci vogliono un sacco di soldi e spazio.
Ho fatto come potevo.

Anitra al mandarino


Per prima cosa ho dovuto sezionare l’anitra separando i petti e le cosce.
Pin ho usato il quel coltello lì, il Pontormo delle coltellerie Berti, non è un coltello da disosso però ha fatto il suo dovere dopo una bella affilata.
Ho seguito con la punta del coltello il limite dato dalle ossa e … insomma faccio come posso. 


lunedì 17 dicembre 2012

Il Mago di Natale, ovvero storia di un salmì di capriolo

Il Mago di Natale


S'io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l'alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all'upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po' di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti:
regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a far magie
per tutte le vie.

In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d'ogni qualità
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock & roll
e fanno capriole.

Chi vuole, le prende:
gratis, s'intende.
In piazza San Cosimato
faccio crescere l'albero
di cioccolato;
in via del Tritone
l'albero del panettone;
in viale Buozzi
l'albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all'albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?
Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.

Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.

Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.

Per i grandi, invece, ci sarà,
magari in via Condotti,
l'albero delle scarpe e dei cappotti.

Tutto questo farei se fossi un mago.

Però non lo sono
che posso fare?

Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.


Gianni Rodari

Anch'io avevo un Mago speciale... ve lo racconto..

"Il cielo è grigio, fa freddo. Dalla finestra vedo scendere i primi fiocchi di neve.
M’incanto a guardarli: volteggiano fitti e si appoggiano lievemente sul selciato.
I pensieri vanno, pensieri in libertà.
Risento la voce del nonno:
- Fiö sü…andemm a fa la slita! 
( Bambini su, andiamo a fare la slitta)
Scarponcini, calze lunghe di lana, berretto, guanti, in un lampo siamo pronti con slittino e slitta grande e ci avviamo allegramente su per "Capiöla" fino al "Prà Grand" (Prato Grande).
Salite, discese, ruzzoloni, palle di neve lanciate e prese, risate fino al tardo pomeriggio: oh peccato, viene buio presto, bisogna tornare.
Alla Cappelletta ci si ferma sempre per accendere un lumino e recitare un’Ave Maria.
C’è un albero lì davanti, un albero speciale: “l’albero delle caramelle”.
Le produce solo quando si va con il nonno: lui allunga la mano verso i rami spogli e noi allunghiamo lo sguardo speranzosi. I rami sono nudi, lui fa il gesto di raccogliere qualcosa, ritira il braccio ed offre una caramella a ciascuno di noi in attesa, meravigliati che la “magia” si ripeta ogni volta.
Torniamo a casa gelati, con le guance rosse dal freddo , ma c’è la stufa accesa in cucina: ci sediamo attorno allungando le mani e i piedi che formicolano. Sulla stufa c’è una pentola grande che manda un profumo irresistibile di salmì.
Con i brasati, gli stracotti, gli umidi sono i piatti del “conforto”, della “convivialità”, del “ritrovarsi”. Cotture lunghe, curate, pensate, cucinate apposta per qualcuno che con piacere si accoglie in casa, parenti o amici che siano. Lunghe ed allegre tavolate che ricordo con piacere e a volte con struggimento, ma che, appena posso, cerco di ricreare a casa mia."

Partendo dal salmì del nonno, vorrei regalarvi la mia interpretazione di questo nostro piatto tradizionale.



Salmì di capriolo (oppure cervo o camoscio)






Tempo di esecuzione:
3 ore, più il tempo necessario per lasciar marinare la carne

Ingredienti per 4 persone: 
1 kg di carne di capriolo (preferibilmente tagliata dal cosciotto, però a me piacciono anche alcuni pezzi con l’osso)
80 gr di burro
1 cipolla
2 carote
1 costola di sedano
1 spicchio d'aglio
1 foglia di alloro
un pizzico di timo, rosmarino e maggiorana
cannella
noce moscata
2 chiodi di garofano – alcune bacche di ginepro
poca farina
4 dl di vino rosso
poco brandy
sale, pepe in grani
200 gr di funghi freschi facoltativi

Esecuzione:
Tagliare la carne a pezzi e tenerla per 48 ore in una marinata preparata con il vino portato all'ebollizione e fatto raffreddare (serve a rendere i gusto più morbido), la cipolla, le carote e il sedano affettati, l'aglio, il timo,il rosmarino, la maggiorana, l'alloro, qualche grano di pepe, alcune bacche di ginepro, un pizzico di cannella e di noce moscata e i due chiodi di garofano.
In una casseruola con 50 gr di burro far rosolare a fuoco vivo la carne sgocciolata, ben asciugata e leggermente infarinata, aggiungere la marinata, salare, pepare e far cuocere per almeno 2 ore a calore moderato.
Pulire intanto i funghi, tagliarli a fette e farli cuocere con il rimanente burro.
A cottura ultimata della carne passare la salsa al passaverdura fine (niente frullatore per carità),
riversare il tutto nella casseruola, unirvi i funghi,quando accenna l'ebollizione completare con un bicchierino di brandy precedentemente infiammato, aggiustare di sale e servire, se piace, con una polenta fumante oppure condire dei bei fusilli.


martedì 6 dicembre 2011

Cervo, lepre, fagiano ovvero cena di cacciagione

Da un po’ mi frullava di preparare una cena di cacciagione, ma non il solito salmì, volevo qualcosa di più... di meno…insomma, qualcosa di diverso.
Giro di telefonate, gli amici ci sono, siamo in 10, via a preparare quindi!



Con l’aperitivo servo degli stuzzichini veloci


antipasto:
TERRINA DI CERVO CON PERE MARTIN SEC AL NEBBIOLO
accompagnata da un Trebbiano D'Abruzzo


Ingredienti per 12 persone:
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...